5. Falling Snow Has No Sound

Eudial lanciò un'occhiata all'espressione di Giles e sorrise.
- Scommetto che era Xini. -
L'Osservatore annuì e sorrise, arrossendo leggermente.
- Non si è potuta fermare perché deve apparire in tv tra qualche ora... -
- E qualcosa mi dice che non è passata per salutare me e Spike, giusto? - Gli chiese ridendo per poi abbracciarlo affettuosamente. - Ne sono felice, Giles, finalmente le cose sembrano andare per il verso giusto. -
- È vero. - Giles osservò Spike e le senshi che erano seduti in terra intorno a un gioco di società e sembravano divertirsi molto. - Tu non giochi? -
Eudial scosse la testa sorridendo.
- No, preferisco guardarli. È bello vederli così allegri... -
- Non ero io l'Osservatore? - Chiese Giles, divertito. - Senti, ti va di fare una passeggiata mentre loro giocano? -
Eudial lo guardò un po' stupita, poi annuì.
- Vado a prendere il cappotto. -

La neve aveva ripreso a cadere lentamente e il parco deserto era imbiancato da un soffice strato di neve candida non ancora sporcato dal passaggio della gente.
Eudial spazzò via la neve da una panchina per sedersi, poi alzò il viso al cielo con un'espressione incantata.
- Non è stupendo? -
- Si lo è. Mi fa sentire in pace... Non credevo che avrei potuto di nuovo sentirmi sereno dopo quello che è successo... -
Giles sedette sulla panchina accanto a lei e la ragazza si appoggiò al suo braccio.
- Come stai ora? Deve essere stato traumatico sentirsi strappare di colpo il potere... -
- Lo è stato, e non è stato bello nemmeno quando Valerius mi ha preso il corpo... Stavo per morire... Sai, Eudial? Quando ho aperto quel libro sapevo che avrebbe potuto uccidermi, ma credevo che non mi importasse. E anche dopo, avevo accettato l'idea che il potere oscuro mi avrebbe distrutto. Pensavo di essere stanco di soffrire e che se la mia morte sarebbe servita a proteggere voi, allora ne valeva la pena. Ma quando ero lì, bloccato tra la vita e la morte e non riuscivo a tornare indietro, mi sono reso conto che invece mi importava, che non volevo morire. Ho avuto paura, ho avuto davvero paura quando mi sono reso conto che da solo non ce l'avrei fatta... - Si interruppe rabbrividendo ed Eudial gli strinse il braccio in un gesto di conforto.
- Sei qui ora, è questo che conta. -
- Grazie Eudial. Tu e Xini mi avete strappato dall'abisso in cui mi ero gettato in modo tanto stupido... Senza il vostro intervento ora... -
- Non pensarci, ora sei salvo. Tra qualche tempo sarà tutto passato. -
- Lo spero. - Disse con un sospiro. - Mi sento così strano adesso... Non mi sembra vero di essere vivo e insieme alle persone che amo, mi sento felice, ma a volte ho l'impressione di aver perduto qualcosa. Non avere più il potere dentro di me, mi ha lasciato un vuoto, ma la cosa più tremenda è il freddo, mi sento gelare. E poi mi chiedo se sarò in grado di proteggervi ora... Non voglio tornare ad essere inutile. -
- Giles, tu non sei inutile, non lo sei mai stato. Io ho una forza e dei poteri superiori a quelli degli esseri umani, ma se non ci fossi stato tu, se non fossi stato in grado di volermi bene nonostante quello che sono, sarei morta molto tempo fa. Avrei cercato di vendicarmi delle senshi e loro mi avrebbero uccisa... Non importa se hai poteri oppure no, tu sei importante per tutti noi, Giles. Non dubitarne mai. -
L'Osservatore distolse lo sguardo da Eudial, commosso, e fissò in silenzio la neve che cadeva.
Eudial si alzò in piedi all'improvviso e spazzò via con la mano un po' di neve che si era accumulata sul suo cappotto mentre erano rimasti seduti a parlare.
- Ti lamenti di sentire freddo e poi restiamo qui seduti immobili sotto la neve... Forse è meglio muoversi prima di finire congelati. -
Porse una mano a Giles e l'Osservatore la strinse, alzandosi dalla panchina.
- Hai ragione, Eu. Non devo pensare più a quello che ho perso, sono stato anche troppo fortunato per potermi permettere di avere rimpianti. -
- Posso immaginare come ti senti. Ho sentito la forza di quel potere e so cosa significhi non poterlo più usare. Il sigillo dei Lug è stato orribile e il mio potere era molto più debole del potere di Valerius. È normale che tu ti senta debole, vuoto e confuso, quello di cui hai bisogno ora è semplicemente di tempo per riprenderti, anche fisicamente: sei dimagrito molto e sei ancora tremendamente pallido, temevo che quel potere ti avrebbe consumato. Ora devi solo stare tranquillo e riposare e vedrai che ti sentirai meglio presto. -
Giles annuì.
- Mi dispiace di averti fatto preoccupare tanto. -
- Non importa, ora va tutto bene! Andiamo a casa adesso, comincia a fare davvero freddo ora che il sole sta calando. -

Eudial finì di lavare l'ultimo piatto e lo passò a Spike perché lo asciugasse. Giles aveva insistito per aiutarla, ma lei si era opposta e lo aveva costretto a riposare, mandandolo a sedersi sul divano con una tazza di the caldo. Era stanco e si vedeva che ancora non stava bene, ma si sarebbe ripreso presto.
Il vampiro ripose il piatto e lanciò via lo strofinaccio, chinandosi ad abbracciare Eudial da dietro ora che le senshi se ne erano andate. La mordicchiò sul collo con tenerezza e lanciò un'occhiata a Giles attraverso la porta della cucina: l'Osservatore era avvolto in una coperta e guardava la tv con Lili in braccio e Valerius acciambellato sul divano poco più in là. Fra poco sarebbe iniziata la trasmissione musicale con Xini come ospite e Spike sorrise, Giles sicuramente non si sarebbe staccato dallo schermo per tutta la durata del programma.
Finalmente era solo con Eudial: era stato divertente passare la giornata con le senshi, ma da qualche ora non faceva altro che desiderare il momento in cui avrebbero potuto avere qualche momento tutto per loro. Si allungò a chiudere la porta della cucina, poi tornò a guardare la ragazza e si frugò in tasca leggermente imbarazzato, estraendone un pacchetto che porse a Eudial. Era la prima volta da quando era diventato un vampiro che faceva un regalo di Natale a qualcuno e si sentiva leggermente a disagio, così come si era sentito arrossire quando lei gli aveva dato il suo regalo, un morbido maglione nero che sembrava racchiudere tutto il suo calore.
Eudial lo guardò stupita per qualche istante, poi gli sorrise dolcemente e aprì la scatolina lasciandosi sfuggire un piccolo grido di stupore nel vedere il piccolo ciondolo a forma di stella attaccato a una catenina d'oro.
- Spero... spero che ti piaccia. - Disse il vampiro timidamente. - Non me ne intendo tanto di questo genere di cose... -
- Spike, è stupendo! Aiutami ad allacciarlo, voglio metterlo subito! -
Il vampiro si chinò su di lei per chiudere il fermaglio della catenina e terminò quel gesto con un bacio dolce e appassionato mentre Eudial si stringeva a lui.

Valerius lanciò un'occhiata nervosa a Lili: la gattina lo sorvegliava sospettosamente e sembrava pronta a massacrarlo di graffi se solo avesse osato avvicinarsi troppo. Probabilmente solo la mano di Giles che la accarezzava l'aveva trattenuta dall'aggredirlo. Valerius agitò nervosamente la coda e si alzò sulle zampe, deciso a mettere più distanza tra lui e la gatta, il graffio sul naso gli faceva ancora parecchio male. Stava per saltare giù dal divano quando Giles lo prese per la collottola e se lo avvicinò.
- Dove vai? -
Valerius gli lanciò un'occhiataccia, poi tornò a sorvegliare Lili con aria preoccupata.
- In cucina a mangiare qualcosa, ho fame. -
Giles sorrise leggermente guardando la porta chiusa.
- No, lasciali soli. -
- Adesso non posso più neanche muovermi liberamente per casa?! Non ho nessuna voglia di restare qui! -
- Non è che hai paura di Lili? Ma no, scusa, come potrebbe un mago potente come te temere una gattina? -
Valerius gli rivolse uno sguardo furioso.
- Ma ti pare?! È solo che non ci tengo a passare il tempo con te! Volevo il tuo corpo, non la tua compagnia! Figuriamoci se ho paura di una bestiaccia come quella! -
Lili soffiò minacciosa e Valerius non potè impedirsi di gonfiare la coda, vergognandosene immediatamente.
Giles ridacchiò, poi carezzò Lili per tranquillizzarla e si rivolse di nuovo a Valerius.
- Dimmi un po', micio, sai come funziona quella? - Chiese, accennando alla televisione.
- Non chiamarmi micio! - Soffiò il gatto, poi rivolse un'occhiata curiosa alla tv. - È magia, no? Sembra una specie di sfera di cristallo come quella delle indovine... -
Giles scosse la testa.
- No, direi di no, è semplice tecnologia. Se ti interessa potrei spiegartelo... -
- Davvero? - Chiese Valerius, guardando interessato il telecomando e avvicinandosi leggermente all'Osservatore. - Sai anche come funzionano quei terribili carri senza cavalli che ho visto ieri? -
- Direi di si, so anche guidarli se è per questo. -
Valerius lo guardò, impressionato e sedette sul divano attento a non perdersi una sola parola delle spiegazioni di Giles, dimenticandosi completamente di Lili che continuava a soffiargli minacciosa.